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Con
San Francesco da Assisi a Ushuaia.. |
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del viaggio è maturata in una di
quelle solitarie passeggiate che Bruno
e Franco sono solti fare quando il silenzio
e le ombre della notte avvolgono Petrignano.
Spesso Bruno e Franco, che pure amano
socializzare, si isolano in lunghe conversazioni
in cui Bruno riversa le sue sensibili
intuizioni, trovando in Franco un paziente
e disponibile ascoltatore. Le sue riserve
e il suo tratto prudenziale sono sempre
demoliti da Bruno per l'entusiasmo e la
convinzione che pone nell'esternare i
suoi progetti. In una sera di mezz'estate,
mentre il sole irradiava gli ultimi raggi
a raffica, illuminando con colori di rosso
fuoco le verdi colline, fatte di poggi
e giogaie che sovrastano Petrignano, Bruno
comunica a Franco che bisogna portare
con un tandem a vela la
statua di San Francesco nel lembo di terra
più a sud del pianeta. A nulla
valgono le resistenze di Franco circa
le difficoltà dell'impresa e la
sottolineatura di una tale folle idea.
Con insistenza e convinzione appassionata
Bruno fa cadere le ultime pregiudizievoli
perplessità di Franco e lo coinvolge,
a titolo pieno, nell'entuasiasmo del fantastico
viaggio tra le remote terre
del continente
tanto
lontano.
Il progetto è quello di un viaggio
in Argentina con un "tandem eolico",
attraverso la Patagonia, la Terra del
Fuoco per arrivare a Ushuaia, ultimo lembo
di terra abitata al Polo Sud. Bruno e
Franco ne parlano alle proprie famiglie
e agli amici. Lo scetticismo circonda
l'impresa. I familiari si oppongono recisamente
all'avventura; solo Sandro Cianetti, di
nascosto, parteggia per i due intrepidi
concittadini.
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Gli amici, che pur sono abituati alle
imprese impossibili di Bruno e Franco,
avvolgono la notizia con un alone e un'atmosfera
di scetticismo nell'intento di distoglierli
da un'impresa che nasconde rischi non
indifferenti. Ma bruno e Franco non demordono.
Anzi! La opposizione galvanizza il loro
impegno. Iniziano la costruzione del tandem,
con una serie di correttivi, capaci di
far fronte ad una situazione eccezionale,
come deve essere il viaggio lungo terre
inospitali e costantemente spazzate dal
vento. Intanto, Bruno e Franco, senza
nulla dire a chicchessia, un pomeriggio
risalgono le colline di Mora per convincere
lo scultore Benvenuto Gattolin a scolpire
un San Francesco ecologico che carezza
con mano un pinguino. Lo scultore di cui
è ben noto l'entusiasmo ideale
e spirituale che lo ha condotto vocazionalmente
nella terra di Assisi, si impegna a soddisfare
il desiderio di Bruno e Franco. In simultanea
procedono i lavori sulla statua e sul
tandem. La notizia dell'impresa si spande
nella piccola frazione di Petrignano e
altre due persone si avvicinano fiduciose
all'impresa. Aulo e Marinella Piccardi
si rendono disponibili per essere punto
di appoggio, base mobile e per fissare
nella fotografia l'impresa, nonchè
essere coprotagonisti. I giornali si appropriano
della notizia e la fanno rimbalzare in
tutta la stampa nazionale. I preparativi
fervono, ma sono lunghi e laboriosi. Le
procedure burocratiche non diminuiscono
l'entusiasmo dei quattro intrepidi personaggi
di Petrignano. In poco tempo il tandem
e la statua sono pronti. Gli obblighi
internazionali sono soddisfatti. Si fissa
il giorno della partenza e la notizia
fa il giro di Assisi e dell'Umbria intera. |
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